L’importanza crescente della meccatronica

Nel panorama manifatturiero italiano dell’Industria 4.0, sta acquisendo crescente rilevanza il concetto di ‘meccatronica’. Con questo termine si indicano nuove tecnologie, il cui utilizzo richiede lo sviluppo di professionalità che possiedano competenze eterogenee. Vediamo di che cosa di tratta più nel dettaglio, e cosa richiede il mercato del lavoro in proposito.

Cos’è la meccatronica

La meccatronica è una branca interdisciplinare della tecnologia, che unisce le materie di elettronica, informatica e meccanica. Il termine è stato coniato nel 1971 dal giapponese Tetsuro Mori della Yaskawa Electric Corporation, in riferimento al lavoro svolto nella sua azienda di prodotti elettromeccanici. Dopo un periodo iniziale in cui la parola meccatronica era circoscritta a questo solo significato, il termine ha poi acquisito più ampio respiro.

Questo perché si è sviluppato un numero crescente di tecnologie meccaniche integrate con componenti elettroniche e sistemi di controllo informatico, che necessitavano di una definizione propria.

Il mercato richiede sempre più prodotti che combinino meccanica ed elettronica, e che siano allo stesso tempo dotati di un sistema di controllo, come avviene nella domotica (automazione di macchine industriali), nella componentistica di autoveicoli e ovviamente nella robotica, in tutti i suoi possibili utilizzi: industriale, medico, ludico, etc.
Ciò conseguentemente esige la presenza di personale qualificato che sia in grado di operare con queste tecnologie.

Meccatronica e lavoro

Secondo i dati diffusi a dicembre da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, il 2018 è stato un anno decisamente positivo per questi settori industriali.
I dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa indicano infatti che lo scorso anno la produzione è cresciuta a 6.900 milioni di euro, segnando un incremento del 13,4% rispetto al 2017.

Un aumento di questo tipo indica logicamente la necessità di maggiori figure professionali che abbiano sviluppato competenze tecniche precise.
Un vero e proprio appello ai meccatronici è stato fatto durante il convegno “Impresa 4.0: oltre super e iper ammortamento”, promosso nell’ambito dell’annuale open house alla Dmg Mori Italia di Brembate Sopra.
In quest’occasione Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente, ha affermato che è necessario passare “da industria pesante a pensante. […] Alla base della rivoluzione 4.0 c’è la meccatronica. Tutto è cominciato quando abbiamo iniziato a dare l’intelligenza al ferro e ad analizzare i dati. Questo ha determinato un cambiamento delle competenze richieste agli operatori, che devono essere in grado di far diventare “intelligente” un pezzo meccanico, applicando ciò che oggi chiamiamo Internet delle cose. Ci stiamo adoperando per sviluppare la fabbrica intelligente, attraverso open innovation tra piccole, medie e grandi imprese, insieme a università ed enti di ricerca”.

Fondamentali in Italia sono gli sforzi protratti dal Miur e dal progetto Impresa 4.0, che hanno dato luogo a collaborazioni tra enti di ricerca, università, aziende private e altri istituti, per lo sviluppo di strategie in grado di far crescere il valore competitivo nazionale in campo tecnologico.

Tutto questo parte prima di tutto dalla formazione, di cui abbiamo parlato in precedenti articoli dedicati agli ITIS e a scuole STEAM come quella di Rovereto. Ma quali sono le nuove competenze richieste dal mercato del lavoro in questo settore?

Meccatronica: requisiti e istruzione

Le competenze che vanno sviluppate per lavorare con prodotti di meccatronica sono molteplici, e spaziano dall’informatica all’elettronica, anche se a seconda dell’azienda e del settore alcuni requisiti risultano più importanti di altri.

In generale è necessario acquisire una conoscenza relativa ai sistemi meccatronici e al loro assemblaggio, che consenta alla figura tecnica di identificare elementi di incertezza all’interno dei processi, integrare robot, utilizzare sensori complessi.

Per quanto riguarda l’informatica sono fondamentali invece competenze in materia di PLC, comprendendone configurazioni specifiche e modalità di relazione con macchinari e componenti robotiche, oltre che in materia di programmazione, per sviluppare software di gestione dei macchinari.

A fornire queste competenze, cui bisogna aggiungere quella della manutenzione, provvedono istituti di formazione secondaria superiore (periti tecnici elettronici, informatici, meccanici), ITS, università di ingegneria meccanica o corsi specializzati di meccatronica.

I rapidi cambiamenti nel mercato del lavoro e delle tecnologie impongono lo sviluppo di figure professionali con competenze adeguate ai nuovi standard. Per questo è importante che le scuole abbiano a disposizione gli strumenti adatti per l’educazione STEAM e alla robotica, così da essere pronti per le professioni che verranno.

2019-01-08T09:49:52+00:00

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