L’importanza delle STEM negli Usa e in Europa

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato di come l’Italia stia dando sempre maggior riconoscimento e valore al pensiero computazionale, attivando in ambito scolastico programmi e attività dedicati ad un suo corretto sviluppo.

Il coding in questo gioca un ruolo chiave, perché la programmazione informatica permette di sviluppare competenze logiche e creative utili per l’utilizzo delle nuove tecnologie 4.0.

Ovviamente si tratta di un’esigenza che non è stata recepita solo nel nostro paese, ma anche da molti altri nel mondo. Primi tra tutti gli USA, con la legge “Every Student Succeeds Act”, firmato dal presidente Barack Obama nel 2015 e la sua iniziativa “Computer Science for All” del 2016.

ESSA e CS for all: l’educazione stem negli USA

I primi cambiamenti in ambito scolastico negli Stati Uniti sono stati intrapresi nel 2015 con la firma da parte del presidente Obama dell’ESSA, aggiornando la precedente riforma No Child Left Behind (NCLB) del 2002.
Riconoscendo che questa presentava delle caratteristiche che la rendevano oramai obsoleta e poco funzionale per le scuole, nel 2010 l’amministrazione Obama accolse le richieste di famiglie e docenti per la creazione di una legge che si focalizzasse su un nuovo tipo di preparazione dei ragazzi, tale da garantirgli maggior successo in campo universitario e lavorativo.

Questa riforma ha dato il via ad ulteriori iniziative, atte a migliorare il sistema educativo statunitense, come quello intrapreso dallo stesso presidente Obama nel 2016, cioè il CSS for all. L’obiettivo del progetto è quello di garantire l’insegnamento di materie scientifiche ed informatiche a tutti gli studenti, dall’asilo al liceo, permettendo loro di ottenere quelle competenze proprie del pensiero computazionale di cui hanno bisogno per non essere solo dei consumatori passivi, bensì cittadini attivi in questo mondo guidato dalla tecnologia.

informatica studio

Si trattava, e si tratta ancor di più oggi, di rispondere ad una domanda crescente di competenze 4.0 da parte del mondo del lavoro.
Ad esempio, lo scorso anno più di 600 mila posizioni remunerative nel campo tecnologico sono rimaste scoperte negli USA. Ed è previsto che nel 2018 il 51% di tutti i cosiddetti lavori STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) richiesti saranno nell’ambito delle tecnologie informatiche, dei computer e dei dati informatici, ritenuti rilevanti non solo dal settore tech ma anche da quelli dei trasporti, della sanità, dell’educazione e dei servizi finanziari. Cifre che danno un’idea della necessità di una formazione capillare per la creazione di professionalità adeguate.

Parallelamente, le famiglie stesse riconoscono questa esigenza: 9 genitori su 10 hanno infatti dichiarato in un sondaggio di voler garantito l’insegnamento dell’informatica nelle scuole dei loro figli. Eppure secondo alcune stime, solo un quarto di tutte le scuole degli Stati Uniti offre livelli qualitativi di studio di programmazione e coding.

L’obiettivo del CS For All è quello di garantire l’accesso a tutti gli studenti di ogni livello lo studio delle materie scientifiche ed informatiche negli Stati Uniti.
E in Europa quali manovre sono state attivate?

Stem in Europa e tre esempi

La manovra più recente adottata dall’Unione Europea è di quest’anno: si tratta del Digital Education Action Plan, nato allo scopo di perseguire 3 obiettivi:

-migliorare l’utilizzo della tecnologia digitale per l’insegnamento e l’apprendimento nelle scuole
-promuovere lo sviluppo delle competenze e delle abilità digitali
-migliorare l’istruzione mediante un’analisi dei dati e una previsione migliori

europa steam

Questa manovra nasce dalla consapevolezza che i vantaggi offerti da un’istruzione informatica e delle nuove tecnologie sono numerosi ma sottostimati: l’utilizzo delle tecnologie digitali può aiutare a ridurre il divario di apprendimento tra studenti appartenenti a livelli socioeconomici alti e bassi; lo studio personalizzato, garantito da strumenti informatici, può incrementare la motivazione degli studenti.
Nonostante ciò il processo di integrazione delle tecnologie nelle scuole rimane limitato, per esempio sappiamo che non tutte le scuole primarie e secondarie in Europa hanno una connessione a banda larga, e che non tutti i docenti possiedono le competenze e la sicurezza necessarie per utilizzare quegli strumenti digitali utili nell’insegnamento.

Secondo le stime, nel prossimo futuro il 90% degli impieghi richiederanno competenze informatiche, per cui è essenziale che i sistemi educativi offrano le qualifiche richieste.
Per questo motivo la Commissione europea nel 2013 ha lanciato l’iniziativa “Aprire l’istruzione”, oltre alle operazioni finanziate nell’ambito dei programmi Erasmus+
e Orizzonte 2020.

L’iniziativa comprende anche il portale OpenEducationEuropa.eu, che aiuta gli utenti (insegnanti o studenti) a trovare le risorse didattiche aperte disponibili e rafforza la visibilità delle numerose risorse di qualità prodotte nel vecchio continente.

Tre paesi in Europa che stanno lavorando in questa direzione sono Francia, Germania e Gran Bretagna.

Germania e STEAM

In Germania l’attenzione rivolta alle discipline STEM, che qui hanno l’acronimo MINT (Mathematik, Informatik, Naturwissenschaft und Technik), ha decisamente portato a buoni risultati.

Secondo il report dello scorso anno ‘Education at a Glance’ dell’OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), questo paese ha acquisito il ruolo di capofila europeo nell’educazione delle discipline STEM. Viene infatti riportato che il 40% degli studenti diplomati nel settore terziario ha optato per la continuazione degli studi in questo ambito, sia attraverso università che master dedicati. Questa percentuale è significativamente più alta di quella ad esempio di Messico (32%), Corea del Sud (31%), Giappone (21%) e Turchia (18%).

europa stem

La Germania è in testa rispetto agli stati dell’OECD anche per quanto riguarda il numero di diplomi ottenuti nel campo della matematica, scienza e tecnologia: il 35% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ne possiede uno, a confronto con una media europea del 27%. Inoltre, il report sottolinea che qualifiche STEM permettono di raggiungere migliori prospettive di lavoro che altre discipline.

L’attenzione francese alle STEM

Nel 2013 l’Académie des sciences pubblicava un articolo intitolato ‘L’enseignement de l’informatique en France – Il est urgent de ne plus attendre’, mettendo a fuoco l’importanza e l’impatto che le materie informatiche hanno ogni giorno di più nel mondo del lavoro. L’articolo completo è disponibile a questo link.

La decisione presa a seguito di questo studio è stata quella di implementare un programma di studi informatici dalla scuola primaria a quella superiore, orientato verso la comprensione e una migliore padronanza della materia, andando oltre il semplice utilizzo di software e hardware.

Un esempio concreto di questa applicazione è Fondation CGénial, creata nel 2006 con il sostengo del Ministero della Ricerca, che nel 2011 ha firmato un partenariato con il Ministero dell’Educazione, rinnovando l’impegno nel 2014 e poi nel 2017, per uno sviluppo in seno al sistema educativo nazionale.

Da oltre dieci anni, CGénial e i suoi partner hanno intrapreso numerose azioni di sensibilizzazione verso giovani studenti: il Concorso nazionale CGénial, che ha permesso a più di 10.000 studenti di fare esperimenti in team in campo scientifico e tecnologico; i progetti Ingénieurs et techniciens dans les classes e Professeurs en entreprise, che hanno permesso ai ragazzi e ai protagonisti dell’insegnamento e dell’orientamento di conoscere la diversità delle professioni, dei percorsi di formazione, delle industrie innovative, dei centri di ricerca.

STEM in UK

Nel 2012 è stato pubblicato il report ‘Shut down or restart?: The way forward for computing in UK schools’, realizzato dal progetto Computing in Schools, promosso dalla Royal Society. L’obiettivo era quello di osservare come l’informatica venisse insegnata a scuola, grazie al supporto di 24 organizzazioni provenienti dalla comunità scientifica e tecnologica del paese, inclusi professionisti del settore, società di formazione, università e industrie.

In questo report Steve Furber, professore di ingegneria informatica all’Università di Manchester, racconta della prima manovra attuata dalla Gran Bretagna per rispondere alle necessità che le nuove tecnologie e i computer stavano imponendo nella società all’inizio di questo secolo. Si trattava dell’inserimento nel National Curriculum delle materie informatiche, sotto la dicitura ICT (Information and Communication Technology). La creazione dell’ICT National Curriculum, pur avendo sicuramente apportato dei benefici nel settore dell’educazione, non ha davvero impattato le scuole, dando luogo a percorsi di insegnamento spesso demotivanti per gli studenti.
‘È diventato quindi ragionevole per noi chiederci – afferma Furber nel testo – se le materie poste sotto il nome ICT dovessero essere eliminate o rinnovate, e i partecipanti al progetto hanno decisamente optato per questa seconda strada. Un primo metodo per migliorare l’insegnamento di queste materie è quello di deporre la routine delle ICT a favore di attività più creative e stimolanti. […] Ad esempio nelle scuole secondarie tutti gli alunni dovrebbero avere la possibilità di lavorare con microcontrollori e semplici robot’.

Da quel momento i progetti per concretizzare una maggiore attenzione alle STEM nelle scuole si sono moltiplicati. Due di particolare rilievo sono ICT For Education e STEM Learning: il primo è un programma creato per aiutare gli insegnanti e altre figure nell’ambito delle scuole UK ad acquisire le competenze tecnologiche necessarie per il loro lavoro; STEM Learning si occupa invece di organizzare corsi e supportare carriere lavorative nell’ambito delle discipline di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

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Parlando di pensiero computazionale, come viene detto nel report sopracitato, ‘l’utilizzo del computer sta cambiando il nostro mondo in modo profondo ed è difficile immaginare che diventi meno importante in futuro. In questo documento si è discusso del fatto che è essenziale per tutti i ragazzi a scuola acquisire famigliarità con i vari aspetti del Computing e per questo deve essere data loro la possibilità di sviluppare le loro attitudini in materia, per un beneficio individuale e per la futura prosperità della nazione’.

Non possiamo che sottoscrivere con quest’affermazione.

2018-07-04T09:58:49+00:00

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