Scuola: modelli di innovazione italiana

Su questo blog abbiamo raccontato di alcuni modelli eccellenti di educazione scolastica in Europa e negli Stati Uniti, sottolineando l’evoluzione che sta avvenendo in concomitanza ai cambiamenti nell’ambito tecnologico. Questa non riguarda solo l’utilizzo di nuovi strumenti, come i robot e i computer, per agevolare lo sviluppo del pensiero computazionale di ragazzi e bambini durante la loro formazione. Il cambiamento riguarda lo sviluppo di competenze, strumenti e conoscenze che serviranno poi nel mondo del lavoro. Un mercato che, come abbiamo spesso detto, è invaso da tecnologie sempre più complesse e ‘intelligenti’ ma che fatica a trovare figure professionali competenti per la loro gestione.

Vorremmo quindi farvi scoprire due modelli di istruzione che rappresentano delle eccellenze in Italia, e che modificano la concezione più tradizionale di didattica.

Liceo STEAM International

A Rovereto (Trento), presso il Polo Meccatronico di Trentino Sviluppo, è stata istituita una scuola che propone una formazione improntata sul contatto diretto con il mondo produttivo, così da sviluppare competenze teorico-pratiche concretamente spendibili una volta entrati nel mercato del lavoro.

scuola steam italia

Se il modello da cui la scuola STEAM di Rovereto ha preso spunto è inglese, la realizzazione è tutta italiana, e bilancia diversi aspetti ritenuti fondamentali nelle nostre scuole. Come dicono sul loro sito “grazie allo Human-Centered-Design (HCD), la parte umanistica (i significati) e la parte scientifica (i metodi) si fondono e divengono concrete e reali attraverso l’uso intelligente ed etico delle tecnologie (gli strumenti)”.

Quindi tecnologia sì, ma con creatività, lavorando in modo non prettamente meccanico ma anche e soprattutto attraverso il ragionamento.

La pratica svolge comunque un ruolo preminente nel liceo STEAM, sia attraverso l’alternanza scuola-lavoro che con progetti da sviluppare durante l’anno, cioè gli ALL – Action Learning Labs. Si tratta di tre progetti l’anno con prodotti finali, ognuno focalizzato su un’area e con grande attenzione alla ricaduta sociale e al senso del progetto: Mecha (focus su prodotti di meccanica, meccatronica, ingegneria), Bit (focus su prodotti digitali), Life (focus su prodotti di bio-ingegneria), Social (focus su servizi sostenibili).

Dal terzo anno iniziano poi le esperienze di alternanza scuola-lavoro, per un totale di 300 ore, di cui metà incorporate nell’orario scolastico e metà sotto forma di tirocinio estivo, per proseguire in azienda le sfide iniziate a scuola.

Lo sviluppo di competenze sempre più richieste da un mondo ricco di nuove tecnologie a livello industriale, ma ancora povero di figure professionali in grado di gestirle, passa quindi attraverso un nuovo modello di didattica e l’utilizzo di spazi dedicati nel polo Meccatronica di Trentino Sviluppo.

Abbiamo quindi visto un modello inserito nel contesto delle scuole dell’obbligo, che consente di ottenere un diploma di maturità spendibile nel mercato del lavoro. Vediamo ora una scuola ancora più particolare, dove la fondatrice e docente ha 17 anni.

Valeria Cagnina e la formazione innovativa

Corsi per bambini, ragazzi, adulti, docenti, aziende… insomma la gamma di attività di questa scuola è veramente ampia e non esclude nessuno, e l’unico denominatore comune è l’interesse per la robotica.

Valeria Cagnina, ha 17 anni ma un’esperienza decisamente corposa alle spalle (oltre che una brillante carriera presente e sicuramente futura). A 11 anni ha costruito il suo primo robot e a 13 è stata nominata tra i 100 Digital Champions Italiani, la più giovane in tutta Europa.

E adesso ha costituito una vera e propria impresa, con il socio Francesco Baldassarre, 25 anni, fornendo corsi, speech, team working per aziende, docenti e ragazzi.

Tra le 10 regole della loro scuola spiccano ‘learn by doing’ (imparare facendo pratica), ‘imparare divertendosi’ e ‘team working’. La scuola ideata da Valeria è infatti uno spazio libero, in cui si rispettano i tempi dei ‘dreamers’, cioè gli studenti delle lezioni, e dove lo sviluppo di competenze trasversali e soft skill viene ritenuto fondamentale.

pensiero computazionale e robotica

Per quanto riguarda i corsi dedicati a bambini e ragazzi, vengono effettuate lezioni che comprendono diverse fasce d’età, permettendo a studenti di annate diverse di cooperare insieme in base alle proprie capacità e competenze e non solo in base all’anagrafica.

I tre gruppi si dividono infatti: a) dall’asilo alla 1° elementare, b) dalla 2° alla 5° elementare, c) dalla 1° media alla 1° superiore.

Insomma, coding e robotica per tutte le fasce d’età, sia sotto forma di pacchetti di lezioni a tutto tondo che attraverso laboratori domenicali per costruirsi il proprio robot e portarlo a casa! E il sistema dell’apprendimento divertente non si applica solo ai più piccoli.

Valeria e Francesco tengono personalmente corsi per aziende grandi e piccole: hanno già collaborato con brand del calibro di Michelin, Allianz e Cisco, e dalla loro base operativa ad Alessandria si muovono a livello nazionale e internazionale, ovunque i loro servizi siano richiesti.

Come abbiamo visto, c’è ampio spazio per lo studio delle discipline STEAM e della robotica, sia attraverso percorsi d’istruzione tradizionali, grazie ad istituzioni pubbliche e private, che attraverso corsi extra scolastici, nati e sostenuti da persone appassionate di tecnologie, robotica e informatica e desiderose di trasmettere queste conoscenze.

La scelta insomma c’è, e certamente questo porterà ad accorciare il gap tra richiesta di personale tecnico qualificato e figure professionali disponibili sul mercato del lavoro.

2018-10-25T15:43:12+00:00

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